Perles de pluie

effluvi di assenzio

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lunedì, 01 dicembre 2008
De rerum natura - La Biowashball

Non so come finirà il dibattito sulla Biowashball, ma mi sento di ascoltare la massima di A. C. Clarke che recita più o meno così:


"Se un anziano e illustre scienziato dice che una cosa è possibile ha quasi certamente ragione; ma se dice che è impossibile ha molto probabilmente torto".


Ci sono difese mancate e informazioni carenti che non giovano certamente alla causa dell'ambiente, ma se anche la palla magica non funzionasse ma fornisse un effetto placebo per tornare alla semplice acqua io sarei d'accordo.

Postato da: stefgar alle 10:37 | link | commenti (2) |
natura, ambiente, scienza, palla magica, biowashball

giovedì, 19 giugno 2008
Una grande famiglia

Qualche giorno fa, di mattina presto (non mi ero ancora svegliata del tutto), mi è arrivata una telefonata che imploravo da almeno tre anni. E come sempre accade, quella telefonata ti arriva sempre quando meno te l'aspetti e quando è meno opportuno che arrivi.


Mi proponevano un lavoro in un'altra amministrazione, vicinissimo a casa e in un bel settore. Le mansioni erano molto burocratiche, certamente non in linea con le mie propensioni, ma il posto non era male. Che fare?


Nella mia vita mi trovo spesso davanti a un bivio e non so mai quale direzione prendere. Stavolta, invece, sapevo perfettamente cosa scegliere.


Negli ultimi cinque anni ho cambiato tre lavori e tre contratti, reinventandomi continuamente una professione e una rete relazioni, reinserendomi ogni volta con fatica e pazienza, con sudore e perseveranza. Il mondo nelle mie mani


Ora, per la prima volta dopo anni, mi sento atterrata in un nido, circondata da piume calde e soffici. Faccio cose sempre diverse e ho un non trascurabile margine di autonomia, rendendo conto anche a enti molto sovraordinati rispetto a quello che mi paga lo stipendio. Tratto casi concreti che mi danno la piacevole sensazione di essere in qualche modo utile al mondo, nel mio piccolo, e viaggio relativamente spesso, condizione alla quale non sono più riuscita a rinunciare dopo aver gestito progetti europei.


Forse si tratta di una trappola che mi invischierà, alla lunga. Ma se mi fa battere il cuore e guardare alla strada non come chilometri, ma come susseguirsi di campi e papaveri e nuvole e cascine e vento e...


Insomma, sono stanca morta, ho gli occhi che bruciano e cinque fronti aperti; arrivo a casa sempre sul filo dei minuti e la convinzione di non avere mai fatto abbastanza...ma ho questa bella sensazione addosso e spero duri almeno per un po'.

Postato da: stefgar alle 15:05 | link | commenti (2) |
viaggi, lavoro, , cambiamento, utile, offerta, bivio, eures

lunedì, 21 aprile 2008
Momenti magici

No, non parlerò di quando, a due minuti dal volo, mi è andata in pezzi la cintura, con la fibbia che tintinnava fuori dal bagno dell'aeroporto... e nemmeno di quando, una volta giunta a destinazione, mi hanno sbagliato l'ordinazione al Pizza Hut e ho aspettato invano più di mezz'ora dei benedetti chicken croqs, con la voglia di mangiare il tavolo tanta era la fame... e neanche del fatto che, già sognando una bella doccia nella mia camera d'albergo prenotata dalla Commissione Europea, ho appreso con un misto di sconcerto e sgomento che la mia prenotazione si era persa nel nulla (benedetti gli amici, benedetta Luisa!)...




Grote Markt BruxellesQuello di cui voglio parlare, ora che la casa è finalmemte silenziosa, il cucciolo è a nanna e nessuno mi chiede nulla, è della bellisssima atmosfera che ho respirato a Bruxelles negli scorsi tre giorni, a parte i contrattempi del caso. Passeggiando dalla stazione all'albergo, ho ritrovato l'aria frizzante e incantata delle mie vie preferite, la magia della Grand Place, la misura d'uomo di una città cosmopolita. Non mi sono mai sentita così a mio agio durante un seminario. Giulio, che è venuto a darmi un saluto al volo, deve avermi vista trasfigurata, pervasa dal fuoco sacro di chi si sente finalmente nel suo brodo, ricambiata negli entusiasmi e inebriata dal concreto scambio di esperienze.




Non è frequente trovare una tale alchimia di elementi: a Berlino la città mi ha levato il fiato e la compagnia è stata ottima, in Polonia la gioventù dei colleghi era travolgente, ma Bruxelles mi è sempre rimasta nel cuore, sin da quando vi cercavo consolazione dalle riunioni dei progetti europei con il tremendo e bravissimo Frank o scarpe bizzarre con Elena, cioccolatini con Paolo e Giuditta, ceramiche con il mio Gegio. E ora vi ho trovato idee a pacchi, che spero renderanno un un po' migliore il futuro anche del mio piccolino.

Postato da: stefgar alle 22:19 | link | commenti (1) |
bruxelles, your first job abroad, youth seminar

venerdì, 14 dicembre 2007
Ed è subito giorno

Natale per cuccioliIl sole sorge anche oggi. Stiracchia i primi timidi raggi, poi inonda il cielo di colore.


E io so che può sempre andare meglio e la vita può darci ancora tanto, levarci il fiato all'improvviso, può accendere le lucine di Natale, far piovere bolle di sapone, ammantare di brina i campi, lasciarci in bocca il gusto buono di un caffè ben fatto e farci vedere i primi passi di un bambino. E tutto il resto non conta.

Postato da: stefgar alle 11:52 | link | commenti |
vita, natale, passi, alba, bolle di sapone, caffè, brina

venerdì, 26 ottobre 2007
Slap in the face

Ci sono email e post che ti svegliano dal sonno eterno in cui sei piombata tipo quando la mattina ti alzi ancora sonnecchiante e apri la finestra perchè il tuo senso del masochismo ha un picco e la sferzata di aria gelida ti fa fare la ola ai neuroni.


Beh, oggi mi è successa una cosa simile leggendo una mail di panzallaria e poi un suo post. La mail era rivolta a me come mamma di Giogiò e mi ha fatto un sacco piacere, come quella di Laura&Lorenzo e di tutte le mamme e i papà che hanno letto il nostro blog e lo hanno trovato utile o anche solo simpatico.


Il secondo è un post che segnala un'atrocità commessa da un sedicente artista per promuovere una petizione che faccia sì che certe cose non succedano più tanto facilmente. Panzallaria, sottoscrivo e ti ringrazio.

Postato da: stefgar alle 13:14 | link | commenti (2) |

giovedì, 09 agosto 2007
La bellezza sta negli occhi di chi guarda

campi battuti dal ventoCi sono giornate che, come un temporale estivo, hanno la capacità di lavare via la tristezza.




Complice la musica giusta all'autoradio, stamattina nel viaggio mi sono ritrovata a comtemplare rapita nuvole grigie, scorci di campi battuti dal vento, vecchie cascine dai mattoni rossi e dalle pareti ricoperte di edera.




Quasi non mi sono accorta di essere arrivata a destinazione e quasi non mi è parso vero di guardare con occhi nuovi quella che prima mi sembrava una landa desolata, abbandonata da Dio e dagli uomini, e di vederla ora come una terra ricca, riposante e rigogliosa.




E' proprio vero che la tranquillità di spirito rende leggero il cuore e fa apprezzare tutto di più, come se regalasse un filtro rosa con cui guardare il mondo; ma è anche vero che quell'alchimia è misteriosa ed è impossibile costruirla artificialmente: viene quando vuole, e non quando la invochi.

Postato da: stefgar alle 14:03 | link | commenti |
tristezza, viaggio, cielo, alchimia, campi

lunedì, 30 luglio 2007
Non più mamma a tempo pieno

Era una giornata nuvolosa ma calda, il cielo era costellato di nuvole ma si intravedevano sprazzi di cielo azzurro. La giornata rifletteva il mio stato d'animo: anche se le nuvole non avevano conquistato l'intero cielo, l'atmosfera era triste.




Era l'ultimo giorno di "mamma a tempo pieno" e spingevo fiera la carrozzina sui ciottoli del corso con Giogiò semiaddormentato...e con la morte nel cuore. Era solo ieri e mi sembra che sia passata un'eternità.




Non sono riuscita a spiegare razionalmente quel peso angoscioso che mi attanagliava e mi toglieva il respiro. Credo che solo l'aver avuto il pancione possa far percepire la gravità della cosa.




Pensavo con tristezza che dal giorno successivo il mio cucciolo sarebbe stato accudito da persone che non avrebbero spiato ogni sua mossetta graziosa, ascoltato con interesse ogni sua parolina nuova, sbirciato di sottecchi ogni suo passetto incerto. Sono persone di cui mi fido, in una struttura nuova e colorata e sono certa che il nido sia l'esperienza più positiva per il mio scricciolo, così curioso nei confronti degli altri bambini, voglioso di stimoli sempre nuovi e insofferente agli inevitabili "no" che siamo costretti a dirgli in continuazione in casa. Ma mi intristisce il pensare che le persone che lo seguiranno da oggi in poi lo faranno per mestiere (pur con tutta la passione che so che ci metteranno), mentre io dovrò occupare il tempo prima dedicato a lui dietro una scrivania che non conosco a chilometri da lui.




Mentre percorrevamo per l'ultima volta il tragitto che tante volte avevo coperto correndo con lui piangente per la fame o il sonno e piena di rimorsi per essermi spinta troppo lontano, lo guardavo come se non l'avessi mai più potuto vedere e immagazzinavo nella memoria ogni fotogramma: il tappeto di foglioline gialle che ci accoglieva sul viale, la sua testina che si abbandonava al sonno, le manine rilassate e cicciotte, con quella stupenda pieghetta sui polsi, e soprattutto i suio irresistibili piedini.




Non c'era consolazione che tenesse, e i miei occhi, di nascosto, hanno versato le lacrime di cui le nuvole sono state avare.

Postato da: stefgar alle 11:40 | link | commenti (3) |
lavoro, tristezza, emozioni, bambino, maternità, mamma, nido

mercoledì, 11 ottobre 2006
L'impegno più bello (e gravoso) del mondo


Eccolo qui!

Postato da: stefgar alle 17:09 | link | commenti (2) |

mercoledì, 16 agosto 2006
Scusate...

il pancione

...ma ho avuto un po' da fare...

Postato da: stefgar alle 11:10 | link | commenti |

lunedì, 10 luglio 2006
Chi chiede afferma, chi insiste ha paura

Non capisco perchè il Papa si ostini così tanto a ribadire, in questi giorni, l'importanza della famiglia e dei valori italiani che la mettono al primo posto...o meglio lo capisco benissimo.

Leggo una grande paura dietro a quelle insistenti parole, ovvero che l'Italia segua il cammino tracciato dalla Spagna (evviva la mancanza di ipocrisia di Zapatero!) e approvi il matrimonio gay, che poi è tutta un'altra cosa rispetto ai pacs, di cui si è parlato tanto.

Sono convinta che molti dei toni estremisti dell'Arcigay non aiutino affatto la causa omosessuale, anzi le facciano un gran danno, perchè fuorviano la massa degli italiani che non hanno un'esperienza personale della faccenda o hanno esempi "di devianza" e non sanno cosa pensare della cosa.

Nonostante ciò, io che fortunatamente ho molti cari amici coinvolti nella tematica e li stimo molto più di tanti etero molto meno equilibrati e coerenti, penso che voler regolarizzare un'unione - anche tra persone dello stesso sesso - significhi voler a gran voce affermare, e non certo negare, il valore della famiglia!

Cosa impedirebbe loro di essere dei destabilizzatori, degli anarchici tesi a minare le certezze della società civile e scioccare a tutti i costi i cosiddetti benpensanti? Nulla. E invece no: si avvicinano alle istituzioni costituite, con gli stessi modi e toni degli altri e anzi credendoci di più, forse, perchè non costretti dalle convenzioni sociali e dal "si deve", che porta tanti matrimoni di oggi a fallire (poichè, a differenza che in passato, il marchio sociale e l'ostracismo nei confronti dei divorziati, per fortuna, non esiste più).

Già chi nega un concetto in realtà lo afferma. Chi poi lotta per qualcosa ci crede veramente, mi sembra intuitivo.

Chi invece sottolinea ossessivamente, ingiustificatamente, rivela solo paura, non convinzione, e quasi minaccia, velatamente. Ed è davvero ridicolo osservare chi sta facendo l'una e chi l'altra cosa...

Postato da: stefgar alle 11:45 | link | commenti (1) |
famiglia, spagna, papa, gay , valori, paura, matrimoni, convenzioni

 

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